CHIESA SACRO CUORE DEL SUFFRAGIO

L’origine della Chiesa

“Credo che questo sarà il più bel Lungotevere di tutti: la Chiesa vi starà egregiamente per lo scopo nostro. Essa è qui per tutti i passanti, per tanta gente che fa qui, sull’imbrunire, l’immancabile passeggiatina romana. C’è il quadro del Rosario all’angolo della strada. Saranno altrettanti inviti ad entrare…”

Oggi queste parole del P. Victor Jouét sono solo un ricordo perché il sottopassaggio e la strada antistante la Chiesa realizzati negli anni ’60 dell’800 hanno fatto svanire questo suggestivo sogno.
Il Padre Jouèt, cittadino marsigliese, missionario del Sacro Cuore, fonda nel 1893 l’Associazione del Sacro Cuore del Suffragio delle anime del Purgatorio, che sarà elevata da Papa Benedetto XV, il 25 ottobre del 1917, ad Arciconfraternita con Breve. Scopo dei Missionari del Sacro Cuore, fondati a Issoudun, in Francia, dal p. Giulio Chevalier P8 dicembre del 1854, era quello di diffondere la devozione al Sacro Cuore di Gesù e a Maria Santissima, invocata con il nuovo titolo di Nostra Signora del Sacro Cuore, di annunciare il vangelo ai popoli pagani di terre lontane e di scoprire il volto di Cristo nei poveri.
La nascita dell’Associazione si deve invece alla promessa che p. Jouét fece alle Anime Sante di compiere per loro qualcosa di speciale se gli avessero permesso di raggiungere in tempo il capezzale del suo allievo e confratello amatissimo Mons. E. Verjus, morente ad Oleggio in provincia di Novara: promessa che mantenne. Nel maggio 1893 l’Associazione vedeva la luce in un piccolo oratorio in Via dei Cosmati a Lungotevere dei Melimi: questo luogo sarà la sede della nascente Opera per i successivi tre anni.

Dalle notizie storiche risulta che la benedizione solenne della prima pietra a Lungotevere Prati, dove P. Jouét aveva potuto acquistare un villino con aria fabbricabile di oltre 1000 mq, risale al 3 febbraio 1894. Qui il 25 agosto 1896 fu inaugurata dal Cardinal Vicario Lucido Maria Parocchi una seconda cappella provvisoria che rimase funzionante fino al gennaio 1914, quando, per agevolare i lavori di costruzione della Chiesa, venne aperta al culto una nuova cappella presso l’oratorio S.Giuseppe in via Pietro Cavallini, terza sede provvisoria prima del trasferimento a Lungotevere Prati. Da notare la lungimiranza del p. Jouèt a scegliere questo luogo per porre le fondamenta della Chiesa perché vi erano allora dei prati autentici, alternati da giardini, orti e viottoli spesso accidentati, sebbene sorgessero le prime costruzioni, alcune grandiose come il Palazzo di Giustizia.


Alla morte di Padre Jouét Papa Pio X dispose che le sue opere venissero affidate alla Provincia Italiana dei Missionari del Sacro Cuore, costituita il 15 agosto 1900. Padre Pietro Benedetti, nominato direttore e delegato pontificio per le opere medesime, fu incaricato a proseguire la costruzione della Chiesa di cui erano appena state poste le fondamenta. La costruzione fu affidata all’architetto bolognese Giuseppe Gualandi che redasse il progetto definitivo nel gennaio 1910; difatti mentre le fondamenta furono poste intorno al 1909, per la realizzazione dei primi lavori di costruzione bisognerà aspettare il 1912.
I lavori, sempre minacciati dalla scarsità dei fondi, terminarono nel 1917, anno in cui il 1° novembre fu inaugurata e aperta al culto la Chiesa e il 10 dicembre con la Bolla “Apostolicis Litteris” Papa Benedetto XV erigeva la nuova “Parrocchia del Sacro Cuore del Suffragio”.

L’edificio cattura l’attenzione dei passanti con il suo impianto neo-gotico, unico a Roma per le forme particolarmente ridondanti e fiorite, che rimandano alla cattedrale di Char- tres, al Duomo di Milano e a Nótre Dame. Dirà il Gualandi “la scelta dello stile è stata determinata da due ragioni: dalla predilezione che aveva il padre Jouèt per lo stile gotico e dalla ristrettezza del terreno sul quale la chiesa doveva sorgere” Inoltre tale stile consentiva di costruire con una quantità di materiali ridotta. Pur rispettando i parametri dettati dalla edilizia ecclesiastica e rimanendo nel solco della imitazione di modelli tradizionali, la realizzazione della Chiesa è l’esito di un interessante esperimento di tecniche di prefabbricazione. Ciascun elemento è costituito da moduli realizzati fuori opera con malta cementizia e graniglia e successivamente assemblati e montati.

 

Museo delle anime del Purgatorio

Può darsi che chiamare Museo una piccola raccolta di documenti e cimeli, seppure insoliti, che occupano una sola vetrina, esposta in un àndito della sacrestia, sia improprio; però è sufficiente a far riflettere per capire che non è cosa facile imbattersi in cimeli così singolari e con quelle adeguate garanzie di autenticità necessarie per ogni testimonianza umana.
Le Garanzie per i suddetti cimeli sono raccolte in vari numeri della rivista “Il Purgatorio visitato dai fedeli”, bollettino dell’Arciconfraternita del Sacro Cuore del Suffragio, che da alcuni anni non si pubblica più.


L’idea di creare un “Museo delle Anime del Purgatorio” nacque in seguito ai fatti del 2 luglio 1897, quando, durante la celebrazione della Santa Messa, si sviluppò un incendio sull’altare della cappella provvisoria funzionante a Lungotevere Prati dal 1896 al 1914. In tale circostanza, si assistette infatti al verificarsi di due eventi straordinari: non solo il quadro dell’altare venne miracolosamente risparmiato dal fuoco, ma i numerosi fedeli presenti concordarono nel dire di aver visto tra le fiamme l’immagine di un volto sofferente, immagine che, domato l’incendio, rimase impressa come un’ombra sulla parete annerita e che è tuttora visibile sebbene ora nascosta dal trittico dell’Addolorata tra gli Angeli.

Curiosità e meraviglia trovarono echi nella stampa marsigliese e romana, e il volto segnato dal fumo non tardò ad essere interpretato come quello di un’anima purgante. Coloro che furono chiamati ad esprimersi sul caso, tra cui fotografi, pittori e incisori, non solo riconobbero nell’immagine un volto sofferente, ma dissero che esso andava assumendo un’espressione più serena con l’intensificarsi dell’azione di suffragio.
Come accade sempre in casi del genere, la Santa Sede mantenne un atte- giamento prudente, esimendosi dall’esprimere un parere sulla veriticità dei fatti.

Tuttavia, neH’Enciclica “Pascendi”(8 settembre 1907), Pio X non vieta di credere a queste manifestazioni straordinarie, specialmente quando esse non si pongano in contraddizione con l’insegnamento dottrinale della Chiesa.
Il Padre Pietro Benedetti, successore del Padre Jouét, morto nel 1912, con l’aiuto del Sommo Pontefice Benedetto XV, incrementò la vita della confraternita e portò a termine la costruzione della Chiesa. Nominato Vescovo, gli successe, alla guida dell’ Opera, Padre Gilla Gremigni m.s.c. che riordinò l’esposizione dei cimeli, eliminando quelli che non avevano una documentazione seriamente probativa e conservando quelli con una solida garanzia di autenticità. Rimasero così solo i pochi reperti esposti a testimoniare e perpetuare il titolo più o meno appropriato di “Museo Cristiano dell’Oltretomba” voluto dal padre Jouét allorché diede inizio alla raccolta.

Liturgia e contatti

Parrocchia “Sacro Cuore in Prati” – Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio

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